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Controversia Apple sulla Corporate Tax in Irlanda

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Negli ultimi tempi per chi vive in Irlanda avrà sicuramente sentito questa notizia che gira sia su Internet che nei quotidiani a riguardo della controversia Apple sulla Corporate Tax in Irlanda.

Mela Apple IrlandaOra ho scritto Apple poichè ufficialmente anche i giornali e membri di alcuni paesi della Comunità Europea come Francia e U.K. e anche gli U.S.A. hanno richiesto che si faccia maggiore luce su questa cosa. Purtroppo non è solamente l’unica compagnia sotto scrutinio. Infatti tra le altre Multinational Companies in fila ci sarebbero pure Google, Amazon e Starbucks. Sicuramente ce ne saranno altre che spunteranno nelle prossime settimane nella rosa dei paradisi fiscali Irlandesi. Tuttavia c’è anche da capire cosa sta succedendo adesso in Irlanda e come mai si sta parlando tanto di queste compagnie.

La storia parte dagli anni ’80 quando ancora l’Irlanda era una terra “vergine”, cioè dove il tasso di disoccupazione era estremamente elevato ed allora non certo esistevano Call Centres o Multilanguage jobs. In pratica non esisteva nulla di quello che siamo abituati a vedere adesso. Gli Irlandesi erano costretti ad emigrare in America o altri paesi dove potevano lavorare e magari aiutare la loro famiglia. La ferita tra Repubblica ed Irlanda del Nord (The Irish Troubles) era ancora aperta (si dovrà aspettare il 1998 con il Good Friday Agreement). Il Governo doveva fare qualcosa al fine attirare del business nell’Isola verde. Qualcosa è stato fatto e sembra che adesso sia troppo.

Padraic Halpin, un giornalista dell’Irish Independent, riporta nel suo articolo che ex amministratori della Apple hanno dichiarato che sin dal 1980 questa compagnia ha goduto di agevolazioni fiscali in Irlanda. Agevolazioni così buone, che sembra che le tasse da pagare fossero vicino allo zero. E’ stato inoltre aggiunto che questo tipo di sgravio fiscale sia appunto stato sostenuto da un Governo Irlandese che allora era uno dei più poveri in tutta Europa. Da un certo punto di vista, a quel tempo era forse l’unica via di salvezza o altrimenti chi avrebbe investito nella Repubblica di Irlanda?

Adesso che la maggioranza delle Compagnie Americane ed internazionali sono presenti in Irlanda, questa storia è vista dal Governo Irlandese come una favola e mai esistita realmente. Infatti Il primo Ministro, Taoiseach Enda Kenny durante un convegno del EU2013 dichiara che la Apple ha detto il falso, che non è vero che hanno ottenuto uno speciale regime fiscale per il pagamento delle loro tasse. Chi sostiene la tesi Apple è lo stesso CEO, Timothy Cooks che ha dichiarato ad uno speciale incontro con il Senato Americano che il Governo Irlandese ha offerto alla Apple un vantaggioso “Special Deal” (Un offerta speciale) per il pagamento delle tasse nel suolo Irlandese al fine di iniziare a fare business in Irlanda. Anche Micheal Noonan, Ministro delle Finanze Irlandese è d’accordo con Mr. Kenny ed ha accusato quei Senatori Americani di non sapere quello che stanno dichiarando.

Quindi da una parte abbiamo il Governo Irlandese che è fermo con la sua tesi che sia mai stato offerto un regime fiscale agevolato e dall’altra invece Apple che dichiara l’opposto. Forse che tutti e due abbiano ragione? Nel senso che il Governo Irlandese abbia in qualche maniera dato una mano a questa compagnia Americana ma allo stesso tempo in maniera ufficiosa proprio per evitare che in futuro questa cosa poteva essere messa in cattiva luce. Oppure che adesso, visto che l’Irlanda non se la passa benissimo, si è rimangiata la parola su questo vantaggioso sgravio fiscale e sta cercando di prendere il più possibile in termini di tasse dalle varie compagnie nell’isola al fine di risanare il debito?

Dati alla mano, secondo l’ultima investigazione aperta da Francia e Gran Bretagna risulterebbe che la Apple abbia pagato solo il 2% di Corporate Tax (al posto del normale 12.5%) sui 74 mila milioni di Dollari di fatturato. Inoltre sempre in questo rapporto si fa riferimento anche ad Amazon, Google e Starbucks. A quanto sembra, il problema sarebbe esteso anche in Gran Bretagna.

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