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Passata la legge sull’aborto in Irlanda

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Il Governo in data odierna ha passato la modifica di legge sull’aborto in Irlanda, la “Protection of Life During Pregnancy Bill”, molto discussa in questi ultimi mesi a causa della morte di Savita, la ragazza indiana, dove i medici le hanno rifiutato di abortire.

Savita Halappanavar e la lege aborto in Irlanda
In foto, Savita Halappanvar deceduta all’ospedale di Galway il 28 Ottobre 2012

La ultra cattolica Irlanda quest’anno ha visto rispolverare sul tavolo del suo Governo un argomento tabù, pieno di ignoranza e ipocrisia, come quello dell’aborto. Questa Isola verde ricca di significati storici e valori tradizionali ancora tenuti alti, si scontra con la realtà dei giorni nostri, specialmente dal momento che adesso siamo in Europa. Come scritto in precedenza, basta andare un sabato sera al Temple Bar in centro a Dublino per rendersi conto del controsenso.

Per chi vive in Irlanda specialmente fuori dalla capitale Irlandese, parlare di aborto o contraccezione è come parlare di extra terrestri. Intanto, per la serie laviamo i panni sporchi a casa nostra, circa 4000 donne Irlandesi si sono recate in Gran Bretagna nel 2012 per abortire, di cui 124 erano under 18. C’è quindi qualcosa che non quadra. No? E ancora, essere una famiglia dove un genitore si ubriaca al pub e lascia allo sbaraglio il figlio o picchia la moglie, questo è considerato regolare.

La morte di Savita Halappanavar, se così possiamo definirlo, non è stata vana. Pur non avendolo saputo è morta per una causa. La sua morte è stata come una luce da buttare negli occhi a coloro che si rinchiudono nelle 4 mura domestiche, non valutando in maniera razionale diverse opzioni e sfaccettature per le quali, non sempre bisogna usare il paraocchi. I medici che hanno assistito Savita, purtroppo non hanno potuto fare niente perchè sarebbero stati radiati dall’albo della professione Medica Irlandese. Una persona è morta, anzi due, una famiglia è stata rovinata.

Per chi se lo starà chiedendo, personalmente non sono ne pro ne contro all’aborto. Ritengo che come essere umano che vive in una società moderna, formata da leggi, propri ideali, religioni e sopratutto da cosa è giusto e cosa è sbagliato per noi stessi, reputo che in molti casi bisogna valutare cause e conseguenze al momento del bisogno. Valutare in special modo le conseguenze delle nostre azioni ed esserne responsabili. Se vediamo che in certi casi, come ad esempio la già diagnosticata asetticemia dentro l’embione di Savita avrebbe comportato la sua morte, in tal caso non ci sarebe stata legge che tenga per salvere almeno lei. Si sa, come esseri umani, ci piace schierarci con tutte le nostre forze su convinzioni, spesso irrilevanti o spesso datate e ovviamente criticare o intollerare tutto ciò che è la visione del problema in un altra angolazione.

Per non fraintendere tra le righe, con questa legge non è possibile andare in una clinica Irlandese ed abortire, solo perchè “sono rimasta incinta e non voglio fare il figlio”. Ancora non è possibile.

Questa nuova legge chiamata “Protection of Life During Pregnancy Bill 2013” sottolinea per il quale sia possibile intervenire sul feto nel caso in cui la vita della madre sia a rischio. Solo in questo caso, il dottore può intervenire. In particolar modo, (versione inglese disponibile cliccando qua) sottolinea i casi nei quali sia possibile, dietro attenta valutazione medica, in una struttura ospedaliera elencata nel fascicolo, ricorrere all’aborto se c’è il rischio che la madre:

  • perda la vita in caso di grave malattia;
  • perda la vita nel rischio di un potenziale tentato suicidio;
  • perda la vita a causa di malattia mentale.
  • perda la vita a causa di un grave incidente.

Il Primo Ministro Irlandese Enda Kenny ha così dichiarato “21 anni passati senza fare niente”, riferendosi ad una proposta di legge del 1992 con gli stessi argomenti di quelli discussi oggi al Governo, ma purtroppo mai attuata.

Il fatto che in Irlanda vi sia questa contraddizione tra il tabù dell’aborto e un cospicuo numero di ragazze anche giovani che rimangono incinte è derivato anche dal fatto che l’educazione sessuale tra i giovani è stato fino a poco tempo fa una lacuna.

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